L’evoluzione del vetro fotovoltaico: i vetri plastici a concentrazione di luce

La ricerca nel campo delle energie rinnovabili sperimenta nuove soluzioni per la produzione diretta di elettricità basata sui meccanismi del fotovoltaico. L’obiettivo è quello, ampliandone l’ambito d’applicazione, di influenzare positivamente l’incidenza sul paesaggio e i costi di produzione.
La tecnologia LSC, Luminescent Solar Concentrator , annulla l’impatto estetico dell’impianto fotovoltaico catturando l’energia solare attraverso i vetri degli edifici, in cui è installata, per poi trasformarla in elettricità.

Il funzionamento di questi supporti in vetro plastico si basa sulla concentrazione solare luminescente, l’assorbimento della luce catturata e il suo trasporto verso i margini del vetro dove sono presenti piccole celle solari che la trasformano in energia elettrica.

Il vetro plastico, in termini tecnici, viene drogato con nanoparticelle di composizione diversa, silicio, sali misti di cadmio e indio che assorbono la luce attraverso tutto lo spettro visibile e la convertono in luce infrarossa. Questa si propaga sulla superficie e raggiunge le piccole celle fotovoltaiche disposte sul bordo del vetro stesso che la convertono in energia elettrica. Viene preservata quindi la funzione della finestra che presenta una lieve tonalità di scuro e l’energia elettrica prodotta può essere accumulata o immediatamente utilizzata. Gli LSC rendono possibile la realizzazione di finestre fotovoltaiche, di grandi dimensioni, integrabili anche nei contesti urbani senza intaccare estetica e funzionalità degli edifici stessi.
Glass to Power, Spin-off dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, ha lavorato a nuove classi di nanocristalli, per arrivare alla produzione di finestre e vetrate in grado di generare 50 W per metro quadro senza impatto estetico sugli edifici in cui verranno installate, capaci di lavorare anche in condizioni di luce diffusa.