L’impresa di Solar Impulse 2: compiere il giro del mondo grazie alla propulsione solare

Diciassettemila celle fotovoltaiche in silicio sulle ali, quattro motori elettrici e 630 chili di speciali batterie al litio hanno permesso all’aereo a propulsione solare, Solar Impulse 2, di compiere il giro del mondo senza utilizzare alcun combustibile fossile.

L’aereo può essere considerato come una smart grid volante che utilizza l’energia raccolta da fonti rinnovabili e la fornisce. Ha un’ampiezza alare superiore a quella di un Boeing 747 ma pesa quasi quanto una normale vettura passeggeri; le batterie al litio-polimero, oltre ad essere più leggere, sono in grado di immagazzinare più energia, consentendo il volo, oltre che in pieno giorno, anche di notte.

È stato costruito in Svizzera, il monoposto in fibra di carbonio, e durante il viaggio ha volato ad un'altitudine massima di 9.000 metri tenendo una velocità compresa tra i 45 e gli 80 chilometri orari per oltre 42.000 chilometri percorsi in 17 tappe.
Partito da Abu Dhabi, ha fatto scalo a Mascate nell’Oman, Ahmedabad e Varanasi in India, Mandalay in Birmania, Chongqing e Nanjing in Cina e Nagoya in Giappone da dove si è diretto alle Hawaii attraversando il Pacifico. Le tappe successive sono state San Francisco, Phoenix, Tulsa, Dayton, Lehigh Valley e New York. Infine ha sorvolato l'Atlantico, per arrivare a Siviglia per poi fare sosta al Cairo, da dove è ripartito per Abu Dhabi.

L’avventura di Bertrand Piccard e André Borschberg, a bordo di Solar Impulse 2, che si è conclusa con l’atterraggio ad Abu Dhabi lo scorso luglio 2016, è stata raccontata dai due piloti in un volume pubblicato a febbraio: Objectif Soleil.